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sabato 10 aprile 2010

LA ROYAL SOCIETY e I ROSACROCE

Agli anni della guerra civile inglese e della rivoluzione puritana (1642-1648) seguirono una breve parentesi repubblicana e la dittatura di Cromwell (1653-1658), durante la quale non mancarono momenti di conflitto interno ed esterno alla nazione (per esempio la guerra contro l'Olanda). Malgrado tutto questo e il clima non certo favorevole, il dibattito intellettuale e scientifico in Inghilterra non si bloccò.
Si ha notizia di riunioni che si tennero nel 1645 allo scopo di discutere i possibili sviluppi della filosofia naturale e sperimentale a Londra e, con sistematicità, al Wadham College di Oxford (1648-1659). Delle riunioni londinesi fa menzione l'insigne matematico John Wallis (1616-1703), precursore del calcolo infinitesimale.
L'irlandese Robert Boyle (1627-1691), che viene considerato il fondatore della chimica moderna, accenna in una lettera scritta nel 1647 anche all'esistenza di un «Collegio Invisibile o (come si autodefiniscono) Filosofico» che nonostante la sua giovane età e inesperienza, lo avrebbe degnato di attenzione. Questo perché i suoi membri sarebbero stati «persone che si sforzano di cacciare le meschinità di spirito, predicando una carità così vasta da includere tutto ciò che è umano e che si accontenta solo della buona volontà universale. Infatti sono così timorosi di venir meno al loro buon fine, che s'interessano a tutta l'umanità». Pure se non è nominato come tale, il motivo dell'invisibilità e quello dell' amore per l'umanità fanno naturalmente pensare al movimento della Confraternita dei Rosa-Croce, anche se alcuni identificano questi gruppi con le prime Logge massoniche, forse infiltrate con elementi appartenenti ai Rosa-Croce. Di questo avviso è G. Gangi che così scrive: «Gli adepti rosacroce si versarono nelle Officine massoniche e, dopo essersi fatti accogliere come accepted Masons (Massoni accettati), si servirono del simbolismo della Massoneria operativa per propagandare i loro insegnamenti. La loro qualifica era quella di "Massoni simbolici e il loro lavoro consisteva nell'edificare il Tempio invisibile e immateriale dcll'Umanità». Ma non tutti condividono in pieno questa opinione.
Un altro personaggio dell'ambiente inglese di questo periodo, John Wilkins, scrivendo di meccanica, ricorda a proposito di una lampada per uso sotterraneo il `sole interno" rinvenuto nella tomba di Rosencreutz. D'altra parte Wilkins non nasconde quanto abbia imparato da Robert Fludd nell'applicarsi appunto alla meccanica e da John Dee nello studio della matematica (Dee aveva scritto una penetrante ptefazione a Euclide).
Va ancora ricordato che, nel 1652 "Thomas Vaughan, che sembra godesse della protezione di sir Robert Moray (generale deIl' Armata Scozzese, che avrebbe avuto molto rilievo nella Royal Society, presiedendone le riunioni uffìciali), pubblicò una traduzione in inglese dei "manifesti" rosacrociani, a quasi quarant'anni di distanza dalla loro prima comparsa in Germania.
Gli scienziati ricordati facevano parte del gruppo che, nel 1660, assunse una forma istituzionale con la costituzione della Royal Society for the Advancement of Learning (Società Reale per il progresso del Sapere), e la sede fu spostata da Oxford nella capitale, al Gresham College. Una parte importante del lavoro della Società consisteva nel mantenere contatti e scambi culturali con gli studiosi sparsi nell' Europa. Questa "corrispondenza" veniva poi selezionata e raccolta nei Philosophical Transactions (il primo numero uscì nel marzo del 1665). La Società pubblicò inoltre, malgrado fosse spesso in ristrettezze finanziarie, numerosi trattati e libri di interesse scientifico d'avanguardia rispetto all'epoca: uno fra tutti Philosophiae naturalis principia mathematica ("Principi matematici della filosofia naturale") di Newton, in cui lo scienziato espose la sua teoria della gravitazione universale.
Il re Carlo II Stuart, cui (dopo varie vicissitudini) proprio nel 1660 era stata restituita la corona, accordò alla prestigiosa accademia scientifica il suo riconoscimento e la sua approvazione.
Ma fra i membri vi erano anche uomini che avevano militato nel partito parlamentare, o che avevano condiviso i progetti utopistici del periodo rivoluzionario. La necessità di cancellarne la memoria di fronte al sovrano e l'interesse conume per la scienza determinarono nei primi anni l'esclusione dai temi delle riunioni di argomenti "a rischio" quali la religione, il rinnovamento della società o la rifoma dell' istruzione.
E' anche probabile che su questi temi le posizioni non fossero unanimi e che la Società volesse prendere le distanze da personaggi come John Webster, un teologo puritano che aveva accolto con entusiasmo la filosofia dei manifesti rosacrociani ed espresso nel 1654 convinti apprezzamenti su Paracelso, Dee e Fludd, ritenendone il pensiero compatibile con quello di Bacone e caldeggiandone I'insegnamento nelle Scuole.
A seguito di ciò era nata negli ambienti intellettuali di opposta tendenza una campagna denigratoria Contro Dee in particolare, culminata nella pubblicazione postuma del suo diario spirituale (1559), che il prefatore additava a prova della sua «magia diabolica». Dall'altra parle della barricata bisogna invece sottolineare che, durante gli anni "caldi" della guerra civile inglese e anche in quelli successivi, non solo Webster ma anche molti altri intellettuali fecero una rilettura dei testi di Paracelso, Dee e Fludd cercando di far coincidere il "felice periodo dello Spirito" preannunciato da questi studiosi con quello che si sarebbe vissuto una volta cambiata la situazione sociale esistente,e dando alla Confraternita dei Rosa-Croce un ruolo decisivo nella dinamica degli avvenimenti. Ma, riguardo a ciò, scrive P. Arnold: Fludd sostiene infatti che sia i Tre Magi dell'antichità sia i Saggi di oggi, una volta chiamati Fratelli della Rosa-Croce, non avevano la facoltà di anticipare o di suscitare l'avvento del millennio o dello Spirito Santo. Solo Dio dispone del tempo e della sua gloria; fratelli rosa-croce, saggi e magi possono solo osservare i segni che egli manda ed interpretarli per predire gli avvenimenti futuri. Proprio questa seconda vista permette di profetizzare avvenimenti apocalittici, e per la sua stessa essenza non è patrimonio di una collegialità ma di individui che si sono sottoposti ad esercizi psichici e mistici speciali o dotati di una grazia particolare. Assimilando "Fratelli Rosa Croce, saggi e magi, Fludd, che aveva un'idea ben precisa di che cosa fosse l'ipotetica "Confraternita", sottolinea come meglio non potrebbe l'isolamento di quei "saggi".
Dal quadro rapidamente tratteggiato emerge la possibilità di ipotizzare una continuità tra la prima generazione della Royal Society e quella degli scienziati e dei filantropi attivi a Londra negli anni Trenta, almeno per quanto riguarda la loro formazione. Questa continuità fu d'altra parte avvertila da Comenio, che dedicò La via della luce, scritto a Londra in quegli anni e pubblicato ad Amsterdam sola nel 1668, alla Royal Sociely, definendone i membri come degli illuminati.

Fonte:http://www.parodos.it/rosacroceroyalisociety.htm