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venerdì 9 aprile 2010

Mockbel, i legami con la massoneria

Mokbel, i legami con la massoneria

ROMA - Il pallino di Gennaro Mokbel era la politica. Per gli altri della banda, contavano forse di più i soldi. Emergono così dalle intercettazioni depositate dalla procura di Roma i legami e le relazioni che hanno permesso di costruire una frode al Fisco di oltre trecento milioni di euro, con la collaborazione di alcuni manager di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle. Gli ex vertici, Silvio Scaglia e Stefano Mazzitelli, sono finiti in carcere, mentre dalle carte si chiarisce il ruolo dell'ambasciatore italiano a Bruxelles e spuntano nomi nuovi, come quello di Aldo Brancher, parlamentare del Pdl, già al centro dello scandalo Antonveneta e definito l'uomo di raccordo con la Lega di Umberto Bossi.

Zacchera e Andrini nello studio del futuro 'senatore' Italiani all'estero, La candidatura di Di Girolamo decisa dopo un giro in scooter

Brancher dietro il partito di Mokbel. È il 18 marzo 2008, neanche un mese prima delle elezioni politiche del 13 e del 14 aprile 2008, quando Gennaro Mokbel parla al telefono dei suoi intenti politici e degli appoggi sui quali contare: "Noi siamo un partito, il Partito federalista italiano... (Questa) è una richiesta fatta da Brancher e Brancher è il braccio destro di Berlusconi e Tremonti, praticamente l'uomo operativo che screma qualsiasi iniziativa e poi la porta avanti".

L'ambasciatore a Bruxelles. "L'ambasciatore vi ha invitato a pranzo, per cui...È un amico è proprio un amico, per cui...". Stefano Andrini, ex ad dell'Ama servizi (l'Azienda municipale per l'ambiente del Comune di Roma) ha organizzato un viaggio in Belgio per Di Girolamo per "programmare - scrive la procura - l'iscrizione del candidato all'Aire (Anagrafe degli italiani all'estero ndr) del consolato italiano". Il 14 febbraio 2008 l'aspirante candidato riceve una telefonata da Andrini. A: "Io avevo scelto Bruxelles fra le tante cose perché io so che l'ambasciatore è un amico...". E Di Girolamo: "No... no... dovremmo avercela fatta". Alle 23,31 della stessa sera Di Girolamo contatta Giorgia Ricci, moglie di Mokbel. D: "Vabbè ho fatto proprio il ciriola, ho fatto il galante.... e dopo chi ci ha dato una mano invece grossa è stato poi l'ambasciatore". È lo stesso ambasciatore, Sandro Maria Siggia, a offrire il proprio aiuto a Di Girolamo: "Se lei vuole io ho tre o quattro avvocati di fiducia dell'ambasciata".

Di Girolamo e l'ambasciatore Siggia. D: "Ambasciatore io sono rimasto, lei ci crede che ho fatto una fotocopia della sua lettera..... l'ho portata a casa e c'avevo i brividi.... e i miei figli hanno avuto i brividi.... per cui lei continua essere il detentore di grandi emozioni per la mia famiglia e adesso la vogliono conoscere tutti. S: "Eehhh.... venite a Bruxelles ... sarete ospiti da noi". D: "La ringrazio di cuore... al di là di ogni cosa.... però è stata una certificazione che non mi aspettavo". S: "Ma per carità.... Senta, io le volevo dire... sa... siccome lei è l'unica persona che è stata eletta in Belgio. D: "Si...". S: "Sa i giornalisti chiedono di lei e ce ne uno belga che voleva sapere quale è il suo studio legale in Belgio ... il suo recapito. Io ho detto che non lo sappiamo per la privacy.... però io volevo dirle insomma ... bisogna che in un certo senso troviamo un modo". D: "Certo...". S: "Io la volevo avvertire perché è bene che lei .... insomma stabilisca in un certo senso... un recapito.... dicendo che lei di tanto in tanto.... lei si reca a Bruxelles per i suoi affari".

Il direttivo di An. Nella conversazione del 14 febbraio 2008 Andrini comunica a Di Girolamo l'inserimento nella lista di candidati. A: "Il paradosso è che a te ti hanno messo al Senato e a lui (Gianluigi Ferretti) l'hanno tolto perché c'è Tremaglia che rompe le palle... per cui per sacrificare qualcuno... Tremaglia aveva messo ieri il veto, per me, per un altro in Brasile e per Ferretti...... oggi Fini ha tolto per me e per quello in Brasile ma per dargli qualcosa a Tremaglia... qui siamo al delirio perché un partito politico non può funzionà così... però per dargli un osso a Tremaglia ha tolto Ferretti". Andrini afferma che avrebbe cercato di fare un "ulteriore intervento su Alemanno". Due giorni prima la procura aveva intercettato conversazioni che dimostravano "l'interessamento di Andrini per presentare Mokbel e Di Girolamo all'onorevole Marco Zacchera, parlamentare vicino ai vertici di An".

Italiani all'estero, Stefano Andrini e Gennaro Mokbel dietro la candidatura di Di Girolamo
Italiani all'estero, Stefano Andrini e Gennaro Mokbel dietro la candidatura di Di Girolamo
Emergono nuove intercettazioni nel caso Di Girolamo. Sarebbe stato Stefano Andrini, 'il gemello', ormai ex amministratore dell'Ama di Roma, a sostenere con forza la candidatura del 'senatore'. Insieme a Gennaro Mokbel. A dare istruzioni a Di Girolamo su come prendere la residenza in Belgio, è Gian Luigi Ferretti. E secondo quanto si evince dalle intercettazioni, anche il sindaco di Roma potrebbe avere avuto un ruolo importante in tutta la vicenda.
"Cinquanta mila euro per Andrini". "Sapendo che facevo politica - spiega Mokbel a Di Girolamo parlando di Andrini - ha provato a ricontattarme un paio di volte, ci siamo visti... Però, Nico', può essere che se lui viene trombato un domani, si aspetta qualcosa da noi, questo qualcosa è 50 mila euro che io gli ho già dato in parte... Pagato... Mi fai candidà a Nicola, 50 mila... Ti ho pagato... Tu però, che cosa vuoi da Nicola?...".

Berlusconi e Buzzanca all'inaugurazione del partito. Per l'inaugurazione della sede del partito in viale Parioli, il 26 giugno 2007, Roberto Macori chiama Mokbel informandolo che ha invitato anche l'attore Lando Buzzanca, "conosciuto casualmente". Poi dice che stanno aspettando Berlusconi. E Mokbel commenta: "A voi ve tocca sgobbarvela tutta, lo sai? Fino a quando non arriva lui...". E Macori: "Noi, fino a quanno non arriva lui non se ne annamo".

"Il partito dove infilarsi". Scrivono gli inquirenti: "Il soggetto individuato da Gennaro Mokbel per le elezioni politiche del 13 e del 14 aprile 2008 era uno dei suoi più diretti collaboratori, l'avvocato Nicola Paolo Di Girolamo la cui candidatura veniva inserita nelle liste del Pdl nella circoscrizione Estero, ripartizione Europa. Questo sarà sempre diretto e condotto da Mokbel in ogni passo della sua avventura politica". Prima però, siamo nel febbraio 2008, "dobbiamo trovare un partito dove infilarti", dice Mokbel a Di Gennaro, "perché ieri sera è venuto il senatore de Gregorio, l'onorevole Bezzi e tutti quanti se sò messi a tarantellà...".

L'ombra della massoneria e i contatti con Capezzone. Mokbel, il 24 luglio 2007, viene chiamato da "Pasquale Di Todaro, un giornalista con cui parla di possibili alleanze politiche con soggetti legati ad ambienti massonici": "Senti", dice Di Todaro, "c'è un amico, un fratello, un bel gruppo di un centinaio di persone del Somi, il Sovrano ordine massonico in Italia, che volevano prendere contatto con Daniele Capezzone, perché hanno intenzione di mettere su un movimento politico... E gli ho detto: scusate tanto, perché Capezzone? Vi metto in contatto io con altre persone...".

I contatti con Tajani. Il giorno dopo la proclamazione dei risultati elettorali, Mokbel si lamenta con i suoi perché "Di Girolamo non si era congratulato con i suoi collaboratori": "Io la gente mia non l'accanno mai... Io oggi potevo essere no un senatore, sono andato a discutere con Antonio Tajani per Fabio Arigoni o annà a piscià Gianni Sammarco con l'Orco (Sergio Placidi) sempre per il Tacchino (Fabio Arigoni) o annà a registrà Antonio Tajani per Luchino e via dicendo...".

I servizi segreti di Singapore. È il 5 maggio 2008, Nicola Di Girolamo è "senatore" da una ventina di giorni e Gennaro Mokbel parla al telefono con un tale Fabio: "Nicola è venuto a Roma, deve incontrare il responsabiole dei servizi segreti di Singapore e alla riunione ci saranno Zappa che è il direttore generale di Finmeccanica e Lorenzo (Cala) che è l'amico di un amichetto di Brancher".

I contatti con l'M5. I legami della rete di Mokbel con i servizi segreti internazionali, con l'M5 britannico, per esempio, spuntano in una conversazione con Marco Toseroni, soprannominato il Broker, mentre discutono di affari da fare all'estero: "Tra l'altro, scusami Marco, l'avvocato nostro di Singapore già ha dato disponibilità, mi ha mandato oggi una email per fare quel pranzo, quella cena con il suo capo, con il capo dell'M5, solo che devo sentire prima Marco". (repubblica.it)

Fonte:http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/20535/2010-03-07.html