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lunedì 15 novembre 2010

Fascismo e massoneria, un rapporto ambiguo

Premessa: La Massoneria italiana nel 1908 si scisse, mettendo a nudo brutalmente il dissidio tra i “simbolici” e gli “scozzesi”. I primi fondano ogni loro attività sulle Logge, che rappresentano la platea del teatro massonico e che all’epoca della scissione, avevano provocato il franamento per la dichiarazione di principio che la Massoneria italiana doveva seguire l’indirizzo democratico nell’ordine politico-sociale. I simbolici andavano dunque decisamente a sinistra, mentre gli scozzesi, partendo dal presupposto che in Massoneria non si fa politica, mascheravano dietro questa affermazione di principio, loro tendenze decisamente di destra.”.È l’origine del contrasto che dura sino ai giorni nostri tra il GOI di Palazzo Giustiani e gli ortodossi scozzesi di Piazza del Gesù.Detto ciò veniamo ai rapporti tra fascismo e massoneria.
Nonostante le apparenze e i discorsi di Mussolini contro la massoneria i rapporti con la stessa furono da parte del duce molteplici a cominciare dai finanziamenti massonici alle squadre fasciste che si apprestavano a marciare su Roma. Il programma del movimento, per la parte sociale, si poneva il piano della massonica “democrazia del lavoro” e fu elaborato dal massone Alceste De Ambris. Un elenco dei fascisti massoni sarebbe veramente troppo lungo per farlo qui, basti pensare che troviamo massoni anche tra gli stessi fondatori dei Fasci di Combattimento nel 1919. Nel 1922 il quadrunvirato che aveva avuto il compito di organizzare e comandare la marcia su Roma: Balbo, De Vecchi, De Bono e Bianchi, era praticamente costituito tutto da massoni anche se, più che altro, in Balbo e Bianchi oramai prevalevano gli interessi e la coscienza del fascismo.
Questo è quello che al tempo passava il convento e non sarà poi un caso che per i personaggi coinvolti a vari titoli nel caso Matteotti mano a mano che si delineavano responsabilità dirette o indirette emergeva che i soggetti in qualche modo implicati, sia fascisti che di altra estrazione, avevano tutti la tessera della massoneria in tasca, un particolare ricorrente che doveva far riflettere., in un colpo solo, si prefiggeva di mettere a tacere il deputato socialista che minacciava di denunciare grossi scandali di un putrido «ambiente politico affaristico» (come disse Mussolini al socialista Carlo Silvestri) e un capo di governo che con la sua pretesa di imprimere un carattere dirigista alla politica governativa, di aprire ai socialisti unitari, ai confederati e ai popolari le porte del governo e di accarezzare, già dal 1923, l'idea di ricomporre il dissidio tra stato e Chiesa, si era posto di traverso proprio al mondo massonico e finanziario, e perfino Licio Gelli trova posto tra i massoni nelle fila fasciste, infatti la sua ascesa iniziò proprio in seno al regime fascista. Nel dopoguerra, nel carcere romano di Regina Coeli, il futuro fondatore della Loggia P2, che non ha mai rinnegato il suo credo fascista, condivise la cella e strinse amicizia con il principe Junio Valerio Borghese, l’autore del futuro tentativo di golpe del ’70.

Dopo le elezioni del 1921 ad un atteggiamento tiepido e diffidente di Palazzo Giustiniani, fa riscontro al contrario un forte avvicinamento di Piazza del Gesù alla politica fascista: Bottai e Farinacci sono solo due dei nomi “eccellenti” di fratelli che aderiscono al gruppo fascista della Camera. Allora il fascismo era una minoranza parlamentare, con seguito però grande nel paese. Da notare come non caso la disposizione dei posti a sedere nel Gran Consiglio del fascismo, che vede i gerarchi sedere attorno a Mussolini, ricorda quella delle Logge massoniche dove i fratelli prendono posto attorno al Gran Maestro.

La Massoneria di Piazza del Gesù (Gran Loggia Nazionale d’Italia, di rito scozzese, separatasi dal Grande Oriente nel 1908), guidata in quegli anni da Raoul Vittorio Palermi, appoggiò l’ascesa del fascismo. Ma anche l’allora Gran Maestro del GOI Domizio Torrigiani augurò il successo al governo di Mussolini dopo la Marcia su Roma. In seguito, Palermi continuò ad appoggiare il fascismo, arrivando a conferire a Mussolini la sciarpa e il brevetto di 33esimo grado. Palermi figurò anche tra gli informatori dell’OVRA, la polizia politica fascista.

Se è vero ciò che diceva Antonio Gramsci, che la Massoneria fu il vero e autentico partito della borghesia italiana[viii], non si fa fatica a capire come mai appoggiò l’ascesa al potere del fascismo. Il movimento di Mussolini, infatti, si presentava sia come anticapitalista (pur ricevendo finanziamenti dai più grandi gruppi industriali e bancari esteri, soprattutto francesi, inglesi e americani; ma, si sa, pecunia non olet), sia come antibolscevico, anticomunista e antiproletario. Mussolini, nei suoi discorsi demagogici, attaccava sia i grandi industriali sia i proletari. Si presentava quindi come il difensore della piccola e media borghesia, che fu infatti il maggiore sostenitore del fascismo, vedendo in pericolo i propri interessi economici dopo l’occupazione delle fabbriche nel cosiddetto “biennio rosso”. Si unirono così gli industriali del Nord e i latifondisti del Sud, che minacciati dalle lotte degli operai e dei braccianti, trovarono nel fascismo un naturale alleato. Nel blocco confluirono elementi dell’esercito e della burocrazia: quindi una parte non indifferente della base massonica italiana.

Nel febbraio del 1923, Mussolini dette però il via a una campagna antimassonica, impartendo agli iscritti del Partito Fascista la direttiva di sciogliere ogni vincolo con le logge. Nel 1925 presentò una legge contro le associazioni segrete, la cosiddetta “Legge contro la massoneria”, che in realtà non cita mai esplicitamente la massoneria, ma parla solo di “associazioni segrete ed operanti anche solo in parte in modo clandestino od occulto e i cui soci sono comunque vincolati da segreto”. Infatti Antonio Gramsci, che in quell’occasione tenne il suo unico discorso alla Camera, ebbe a dire: «La realtà dunque è che la legge contro la massoneria non è prevalentemente contro la massoneria; coi massoni il fascismo arriverà facilmente ad un compromesso. […] Poiché la massoneria passerà in massa al Partito Fascista e ne costituirà una tendenza.»[ix]

Nel discorso alla Camera del 16 maggio 1925, Mussolini affermava che la società italiana era dominata da un manipolo di uomini mediocri, divenuti potenti solo perché massoni. Ma in un’intervista tessé le lodi della massoneria tedesca, inglese e americana. Tre giorni dopo la legge fu approvata dalla Camera, con 289 sì e solo 4 no. Fra gli assenti al voto, i massoni Aldo Finzi e Dino Grandi. Lo stesso Dino Grandi che il 25 luglio 1943, spinto dai massoni americani (che ebbero un ruolo fondamentale nello sbarco degli Alleati in Sicilia), orchestrò la caduta di Mussolini presentando l’ordine del giorno che lo sfiduciò.

E, a proposito di Gran Consiglio del Fascismo, c’è da sottolineare che i quattro quinti del Gran Consiglio che dichiarò fuori legge la massoneria erano formati da massoni. Mussolini sembrava irriducibile nei confronti della libera muratoria: era uno dei pochi socialisti a non aver indossato il grembiulino. Tuttavia affidava i destini finanziari e industriali del Paese a figure come Alberto Beneduce (suocero di Enrico Cuccia), socialista e massone, che il Duce scelse per creare l’IRI, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale, e in seguito per riorganizzare la Banca d’Italia.

Dopo la legge del ’25, oltre ai massoni apertamente antifascisti, ci fu anche chi scelse la via della moderazione e del tiepidismo, rinunciando a esprimere qualsiasi forma di dissenso: così facendo, alcuni massoni continuarono a godere nella società italiana di posizioni anche altamente prestigiose. Questo è il caso, per esempio, oltre che del già citato Beneduce, anche del favorito di Giovanni Agnelli: Vittorio Valletta, direttore generale e amministratore delegato della Fiat dal 1929 al 1946, quando ne divenne presidente.

Ma se il Duce, almeno a parole e negli atti pubblici e ufficiali, si scagliava contro la massoneria, non fu così duro nei confronti dei Rosa Croce. Una figura chiave nei rapporti tra Rosa Croce e Mussolini fu Giuseppe Cambareri. Teosofo, rosacruciano ed esoterista, si presentò quale antimassone, giacché i massoni erano ormai troppo invischiati nella politica e quindi contro-iniziati. Fu lui a proporre a Mussolini di utilizzare la “Fraternitas Rosicruciana Antiqua” quale strumento per attenuare l’isolamento dell’Italia, o quantomeno aggirare l’ostacolo delle sanzioni economiche deliberate dalla massonica Società delle Nazioni dopo l’aggressione italiana all’Etiopia. L’Italia era accusata di aver bombardato obiettivi civili, di aver fatto uso di gas asfissianti e di aver colpito bersagli protetti dalla (massonica) Croce Rossa. Il tentativo andò avanti per alcuni anni, almeno fino al 1938. Il 5 marzo 1937 Mussolini ricevette a Palazzo Venezia 120 rosacroce statunitensi dell’AMORC di Harvey Spencer Lewis. Attraverso la mediazione e l’attivismo di Cambareri molti antichi massoni tornarono a ronzare attorno ai poteri forti. Un percorso culminato nella massonica Conferenza di Monaco.

Infine, i simboli. Fondamentali per capire sia la massoneria che il fascismo. Solo per fare un esempio, il sigillo del Rito Simbolico Italiano (il Rito simbolico non procedette, a differenza del Grande Oriente d'Italia e dei Riti ad esso afferenti, a dichiarare il proprio scioglimento per mettere al sicuro i membri dalla repressione del regime. Tuttavia, sarà solo con il dopoguerra che le attività potranno riprendere regolarmente, soprattutto dopo che le Costituzioni del Grande Oriente d'Italia del 1949 sancirono definitivamente la separazione delle prerogative tra Riti e Ordine), oltre a contenere i soliti simboli massonici (stella, squadra, compasso), è costituito da un aquila che sovrasta un fascio littorio . Molto simile allo stemma della Repubblica Romana del 1848-49, e identico all’aquila con il fascio littorio che si trova al centro della bandiera della Repubblica Sociale Italiana lo Stato fantoccio creato dai nazisti e da Mussolini a Salò, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943.
Fonti
http://poteriocculti.mastertopforum.biz/1-vt165.html?start=0
http://fncrsi.altervista.org/Mussolini_massoneria.htm
http://www.centrostudilaruna.it/fascismomassoneria.html
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=3539
http://it.wikipedia.org/wiki/Rito_Simbolico_Italiano

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