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martedì 9 novembre 2010

La sottile linea nera 2, da Moro a Mokbel ( via Brenda)

Quando nella prefazione a questo blog parlavo di una linea, di persone, di luoghi che tornano come una costante nella storia degli ultimi quarant'anni in Italia qualcuno mi ha detto che è facile usare delle coincidenze per piegarle all'uso più opportuno.

E'vero per chi legge un solo articolo e poi torna a occuparsi del Grande Fratello o della prossima partita, ma chi segue questa pagina con attenzione, grazie, ha potuto notare come le coincidenze siano ben più di una ed è stata la storia a piegarsi a queste, non il contrario.

La storia di oggi comincia con un senatore della PdL, tale Di Girolamo, che è stato condannato a 5 anni di reclusione e alla restituzione di 2,5 milioni di euro, condannato per riciclaggio e per l'uso indebito dei fondi per gli italiani all'estero, un vero signore insomma, naturalmente il differentemente onesto si trova ai domiciliari.Dietro questo galantuomo operava tale Gennaro Mokbel, che disponeva dell'operato del senatore come voleva e minaccuandolo anche fisicamente, otteneva fondi e coperture per la sua attività di riciclaggio essenzialmente attraverso società di telecomunicazioni e esponenti della 'ndrangheta.Sarebbero emersi, secondo le agenzie di stampa, contatti di Mokbel con Antonio D'Inzillo. D'Inzillo è ritenuto colui che uccise il boss della Magliana, Enrico De Pedis, l'uomo che, stando alle dichiarazioni dell'ex amante Sabrina Minardi, ha gestito il sequestro di Emanuela Orlandi.

Non è un caso se è stato proprio il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, titolare dell'inchiesta sulla scomparsa della quindicenne, a sottolineare in conferenza stampa il collegamento tra D'Inzillo e Mokbel. Quasi venti anni fa - riportano le cronache dell'epoca - quando fu bloccato dall'Ucigos, D'Inzillo si trovava a casa di Mokbel, che per questo fu denunciato...lo stesso Mokbel che aspettava un 33°grado della loggia di Palazzo Giustiniani ( Loggia di cui ci occuperemo presto anche in funzione del caso Orlandi)

Anche la moglie di Mokbel, Giorgia Ricci, avrebbe un ruolo apicale nell'organizzazione di riciclaggio.

Ma non è nè della moglie, nè di Gennaro che ci occuperemo oggi ma di Lucia...chi è Lucia?

Lucia Mokbel è la sorella di Gennaro ed è sposata con il figlio di Michele Finocchi ex capo del SISDE e coinvolto nello scandalo dei fondi neri...non preoccupatevi niente gossip, la notizia è funzionale al prosieguo della storia.

C'è una zona di Roma vicino alla Cassia che è tornata all'onore delle cronache poco tempo fa all'epoca del caso Marrazzo, Via Gradoli. E' lì che è stata eliminata la povera Brenda e con lei la verità sull'ennesimo caso di commistione tra servizi e scandali pilotati...cosa collega via Gradoli con la protagonista della nostra storia?
Torniamo nel 1978, a quell'epoca la nostra Lucia vive a Roma, in una zona vicino alla Cassia..noo la prima coincidenza...insomma il caso vuole che viva in Via Gradoli...al 96...noo la seconda coincidenza...insomma il caso vuole che viva nella stessa palazzina dove tenevano l'onorevole Moro all'interno 9...indovinate a che interno stava la sfortunata protagonista della storia?...noo la terza coincidenza...il caso vuole che viva all'interno 11...cazzo era la vicina di casa del Brigatista Moretti ( incidentalmente anche lui in odore di servizi segreti come dimostreranno svariate inchieste).

Va beh, starete pensando, può capitare, magari nemmeno sapeva chi era il suo vicino, non si è mai accorta di nulla, la storia l'ha solo sfiorata...non è proprio così. Il 18/03/1978 Lucia dichiara ai poliziotti intervenuti in Via Gradoli:" Ho sentito dei segnali morse sospetti provenire dall'interno 9". Ora, come facesse a riconoscere l'alfabeto Morse non è dato a sapere ma dà tanto l'idea di un messaggio vero per qualcuno tanto è vero che consegnerà agli agenti un biglietto da consegnare al commissario Cioppa ( sempre casualmente il prode Cioppa si trova negli elenchi della P2)cosa c'era scritto nessuno lo sa, anche perchè Cioppa dichiarerà di non averlo mai ricevuto.

Ma torniamo alla palazzina di via Gradoli.Lucia viveva lì con il Signor Diana, che aveva in uso l'appartamento solo da un mese, prima era domiciliato presso lo studio del commercialista Galileo Bianchi...nooo un'altra coincidenza, il caso vuole che il commercialista sia l'amminstratore della società Monte Valle Verde...niente di strano, se non fosse che, quando scoppia il casino dei fondi neri, si scopre che la società non è altro che una fiduciaria del SISDE che ha in uso 24 appartamenti di 66.

Stesse persone, stessi oggetti, stessi luoghi, stessa merda...ma son solo coincidenze.

7 commenti:

  1. Hai rotto i coglioni,.Trovati uno psichiatra bravo .Questo è un blog fermo dal 2010. Fa pace col cervello.

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  2. Vedo che lo psichiatra non ti è servito, al prossimo passo tutto alla postale. HAI ROTTO IL CAZZO!

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  3. Risposte
    1. Non hai preso il litio nemmeno oggi? Molto male...prova ad infilare due dita nella presa di corrente può essere che funzioni

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  4. FICCATI TE UN BEL CAZZO DI GOMMA... O MAGARI, COME PIACE A TE, DI CAVALLO, NEL CULO, COSI' TI CALMI, FIGGHIO EI BOTTANA!

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  5. FICCATI TE UN BEL CAZZO DI GOMMA... O MAGARI, COME PIACE A TE, DI CAVALLO, NEL CULO, COSI' TI CALMI, FIGGHIO EI BOTTANA!

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