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domenica 7 novembre 2010

Opus Dei. La massoneria bianca e il caso De Magistris

Prelatura della santa croce e Opus Dei. E' questo il nome per esteso di quella che comunemente viene chiamata Opus Dei, che altro non è che la punta di diamante di un certo tipo di chiesa cattolica per l'attuazione delle iniziative pastorali a livello internazionale.
Fondata nel 1928 dal sacerdote spagnolo Josemaria Escriva de Belaguer ma l'Opus Dei non è un ordine religioso. è infatti l'unica nunziatura personale riconosciuta dal Vaticano,e chi ne fa parte non ha alcun tipo di ordinazione cattolica.

L'Opus Dei si richiama all'educazione pastorale e i suoi membri si dividono in Aggrgati,Numerari e Soprannumerari, a questi ultimi due livelli ( di cui fa parte come numeraria anche la Senatrice Binetti) viene chiesto di far testamento e cedere parte degli emolumenti in favore della congregazione.

Secondo il gesuita Hume attraverso queste donazioni " consigliate" l'Opus Dei avrebbe nel tempo costruito un impero economico e intrecciato una tale serie di rapporti con ilgotha della finanza e della politica da potersi definire un'autentica setta, della quale criticava tra le altre cose anche una campagna di reclutamento tra gli adoloscenti un po' troppo spregiudicata, fatta attraverso i club giovanili che però non portano l'insegna della congragazione ma quella del FAES o della Fondazione Rui.
L'Opus Dei ha influenza a livello mondiale in 179 università, 630 quotidiani e 52 catene televisive.

Ex adepti parlano di obbligo alla segretezza, fiumi di denaro e documenti segretissimi custoditi insieme a taniche di benzina.

Il primo a parlare di massoneria cattolica riguardo alla compagnia fu il gesuita Ledochowsky, nel 1997 invece il parlamento belga ordinò un rapporto sulle sette operanti in Belgio, nella lista c'era anche l'Opus Dei, che venne ritenuta pericolosa per i metodi di proselitismo e la segretezza che girava intorno alle Opere.La stessa segretezza che fa dire a Dossetti che tutto il mistero intorno alla congregazione la rende simile alla massoneria.

Di Escriva và assolutamente ricordato il rapporto privilegiato con il dittatore Franco e l'appoggio alle dittature in Cile e Argentina ( dove il nunzio Pio Laghi giocava a tennis con il capo dei torturatori di Videla) quindi si inserisce a quel filone di estrema destra tanto caro a tutte le cupole massoniche mondiali.

Parlando di massoneria in Italia non si può non parlare di Gelli e della P2. In casa del venerabile furono infatti ritrovati parecchi documenti che parlavano dell'Opus Dei e ad una precisa domanda in un'intervista ad uno scrittore ( credo si trattasse di Sandro Neri ) rispondeva “L’Opus Dei. Una ragnatela che copre tutto il pianeta, tessuta da persone validissime. E’ chiamata massoneria bianca”.

Un altro personaggio, di cui abbiamo già parlato in questo blog,parla del rapporto Opus Dei-massoneria:Giuliano di Bernardo, ex maestro del Grande Oriente parla dell' Accademia degli illuminati cui farebbero parte dirigenti della Rai,dirigenti della Banca Intesa-San Paolo,della Deutsche Bank Italia,ex direttori del Sismi,membri dell’Opus Dei ecc.ecc.;

Ma come entra in contatto la massoneria bianca dell'Opus Dei con De Magistris?
Facciamo un passo indietro :L’inchiesta, chiamata Why Not dal nome di una società di lavoro interinale la cui attività rappresenta uno dei filoni principali dell’indagine, ha registrato un momento di svolta il 18 giugno 2007 quando il pm De Magistris ha fatto eseguire dai carabinieri 26 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati. Tra loro anche Pietro Scarpellini, consulente "non pagato", come precisò all’epoca Palazzo Chigi, della Presidenza del Consiglio. Nell’inchiesta risultano indagati, inoltre, Luigi Bisignani, consulente della Ilte spa, ed il senatore Giancarlo Pittelli, di Forza Italia. Un ruolo centrale nella vicenda sarebbe stato svolto dall’imprenditore Antonio Saladino, allora presidente della Compagnia delle Opere della Calabria. L’inchiesta ruota attorno anche a presunti contatti tra Saladino e l’allora presidente della Commissione Europea Romano Prodi. Contatti successivamente smentiti dalle inchieste. Negli atti dell’inchiesta figurano anche alcune intercettazioni telefoniche riguardanti colloqui tra il ministro della Giustizia Clemente Mastella, e l’imprenditore Antonio Saladino. Da notare che Clemente Mastella aveva chiesto precedentemente il trasferimento di De Magistris e il CSM ha rimandato il trasferimento a dicembre 2007. Alla fine sia De Magistris che i suoi collaboratori sono stati rimossi dall’inchiesta.
Altri indagati nell’inchiesta sono stati il generale Paolo Poletti, capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, Nicola Adamo (Ds), in quella fase vicepresidente della Regione Calabria, Mario Pirillo (ex-Margherita, poi Pdm), assessore regionale all’agricoltura e un consigliere regionale dei Ds, Antonio Acri.

Il 19 ottobre 2007 la procura di Catanzaro, nella persona di Dolcino Favi (avvocato generale dello Stato e procuratore generale reggente a Catanzaro), ha avocato a sé, per presunta incompatibilità, l’inchiesta, sottraendola a De Magistris. Il Pg facente funzioni ha inoltre disposto che la notizia venisse ufficialmente comunicata al P.M. solo il 22 ottobre

Il nome di Saladino viene accostato dalla superteste Caterina Merante alla massoneria, ma con la sua presenza l'Opus Dei entra come un'ombra a pieno titolo nell'inchiesta. D'altra parte in Calabria la presenza dell'Opus Dei è fittissima e anche L’11 ottobre 2007 quando il magistrato interroga Giuseppe Tursi Prato, ex consigliere regionale, già spedito in carcere per associazione mafiosa e corruzione che – chiamato a rispondere delle sue frequentazioni – dichiara di appartenere all’Opus Dei E ricorda, nella stessa occasione, che legatissimo all’Opus Dei era Franco Morelli, ex Dc, ex An, ex capo di Gabinetto dell’ex Governatore della Calabria Giuseppe Chiaravalloti, attualmente consigliere regionale, amico di Saladino Il 5 gennaio 2008 Caterina Merante, superteste dell’inchiesta avocata a De Magistris, escussa dalla Procura generale di Catanzaro, ricorderà l’appartenenza all’Opus Dei dell’ingegner Giuseppe Lillo, del Consorzio Brutium e società satelliti, tutte creature dirette o indirette – secondo De Magistris – di Saladino. Anche Lillo è indagato dalla Procura di Paola nello stesso filone di indagine di Morelli. Morale di tutto l'unico a essere punito è stato De Magistris fatto saltare come un tappo di Champagne il 31 dicembre. Ha come imperituro merito di essere fra le dieci persone al mondo ad aver provato a far luce sui rapporti affaristici-massonici dell'Opus Dei...la luce hanno provveduto a spegnerla in fretta.

Ricordo che anche Dell'Utri fa parte dell'Opus Dei con Andreotti e Berlusconi ne è simpatizzante, ma dei rapporti con la mafia parleremo un'altra volta.Se vi interessa una lista degli adepti italiani qui la trovate http://www.disinformazione.it/opusdeilista.htm

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